Sandali con tacco alto finalmente solo miei. By Pamela

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Messaggio da Pamela45 »

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21 febbraio 2021
Caro diario,
oggi Pamela è così mentre sta scrivendo:
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A proposito delle stranezza nel mio rapporto con gli animali vorrei aggiungere un'altra "stranezza" successa alcuni mesi dopo l'episodio dei coniglietti succitato.

Era una bella giornata d'autunno, la temperatura era ancora quasi estiva, dopo pranzo Pamela era uscita per una passeggiata "digestiva" le era compagno uno degli amici che erano presenti all'episodio con i coniglietti del rifugio Merano 2000.
Ad un certo punto, durante la passeggiata, notarono uno splendido esemplare di cavallo che se ne stava tranquillo in un campo prospiciente la strada. poichè l'animale era lontano Pamela tentò di chiamarlo per farlo avvicinare. Ma il cavallo non dimostrava interesse se ne stava immobile indifferente.
L'amico disse a Pamela: "Guarda che questo stallone non è docile come i coniglietti incontrati nel rifugio, puoi chiamarlo quanto vuoi.... ma non ti ascolterà"
Pamela si sentì sfidata, per tutta risposta si concentrò richiamando le sensazioni rivivendo emozionalmente le circostanze di vuoto mentale e "affetto" che aveva osservato davano effetti strani. Quindi chiamò il cavallo con il solito richiamo fatto per i coniglietti, un solo richiamo bastò! Il cavallo fece un nitrito prolungato e partì al galoppo; arrivato difronte a Pamela alzò le zampe e nitrì nuovamente.
Pamela rimase esterrefatta, ma sorrise come se fosse la cosa più naturale del mondo. L'amico , sbalordito, esclamò: ... ma come fai? sei un Mago?"
cavallo.jpg
I cavalli hanno sempre affascinato Pamela, da piccola sognava di essere una cavalerizza. Da grande ebbe per amico un maniscalco che a volte la portava a fare passeggiate di molte ore a cavallo. Poichè Pamela non era particolarmente abile nel condurre un cavallo, l'amico le assegnò un vecchio stallone che da giovane aveva vinto gare anche all'ipodramo delle Padovanelle. Era un cavallo molto addestrato e seguiva il cavallo che lo precedeva senza bisognio di essere guidato.

Fu ovvio per Pamela affezzionarsi all'animale, ogni tanto andava a trovarlo nella stalla, per il solo piacere di "coccolarlo".
Un giorno passò a salutare lo stallone e assistette ad un episodio sbalorditivo.
Lo stallone ara assieme ad un altro cavallo, erano separati dai visitatori con un semplice steccato, costituito da un solo palo a mezza altezza, mentre Pamela e moglie stavano guardando i due cavalli, questi afferrarono con la bocca, uno da una parte e l'altro dall'altra il contorno di un largo secchio di plastica che era vuoto, lo fecero oscillare una volta e.... lo lanciarono sotto lo steccato ai piedi di Pamela e moglie.
Cavolo! Che sincronia!!! Mi sa che i cavalli si parlano telepaticamente!
Era chiaro cosa volevano! Di qua dello steccato c'era l'avena ed era un chiaro eloquente invito a riempire e passare...
C'è una poesia che mi piace sul cavallo.

Nella Torre il silenzio era già alto.
Sussurravano i pioppi del Rio Salto.

I cavalli normanni alle lor poste
frangean la biada con rumor di croste.

Là in fondo la cavalla era, selvaggia,
nata tra i pini su la salsa spiaggia;

che nelle froge avea del mar gli spruzzi
ancora, e gli urli negli orecchi aguzzi.

Con su la greppia un gomito, da essa
era mia madre; e le dicea sommessa:

"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;

tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto;

il primo d'otto tra miei figli e figlie;
e la sua mano non toccò mai briglie.

Tu che ti senti ai fianchi l'uragano,
tu dai retta alla sua piccola mano.

Tu c'hai nel cuore la marina brulla,
tu dai retta alla sua voce fanciulla".

La cavalla volgea la scarna testa
verso mia madre, che dicea più mesta:

"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;

lo so, lo so, che tu l'amavi forte!
Con lui c'eri tu sola e la sua morte

O nata in selve tra l'ondate e il vento,
tu tenesti nel cuore il tuo spavento;

sentendo lasso nella bocca il morso,
nel cuor veloce tu premesti il corso:

adagio seguitasti la tua via,
perché facesse in pace l'agonia...".

La scarna lunga testa era daccanto
al dolce viso di mia madre in pianto.

"O cavallina, cavallina storna,
che portavi colui che non ritorna;

oh! due parole egli dové pur dire!
E tu capisci, ma non sai ridire.

Tu con le briglie sciolte tra le zampe,
con dentro gli occhi il fuoco delle vampe,

con negli orecchi l'eco degli scoppi,
seguitasti la via tra gli alti pioppi:

lo riportavi tra il morir del sole,
perché udissimo noi le sue parole".

Stava attenta la lunga testa fiera.
Mia madre l'abbraccio' su la criniera.

"O cavallina, cavallina storna,
portavi a casa sua chi non ritorna!

a me, chi non ritornerà più mai!
Tu fosti buona... Ma parlar non sai!

Tu non sai, poverina; altri non osa.
Oh! ma tu devi dirmi una una cosa!

Tu l'hai veduto l'uomo che l'uccise:
esso t'è qui nelle pupille fise.

Chi fu? Chi è? Ti voglio dire un nome.
E tu fa cenno. Dio t'insegni, come".

Ora, i cavalli non frangean la biada:
dormian sognando il bianco della strada.

La paglia non battean con l'unghie vuote:
dormian sognando il rullo delle ruote.

Mia madre alzò nel gran silenzio un dito:
disse un nome . . . Sonò alto un nitrito[/
b]
......................................
Giovanni Pascoli: La cavalla storna
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Re: Sandali con tacco alto finalmente solo miei. By Pamela

Messaggio da Alyssa »

Eh beh, la poesia è poesia...
: Love :
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Tanto assurdo e fugace è il nostro passaggio per questo mondo, che l’unica cosa che mi rasserena è la consapevolezza di essere stata autentica, di essere la persona più somigliante a me stessa che avrei potuto immaginare.
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