e chi l'avrebbe detto....

e chi l'avrebbe detto....

Messaggioda Sabrinasexy69 » domenica 9 settembre 2018, 23:37

...un mio post in questa sezione?
Deve esserci un errore!
 
E invece no…. a dimostrare che le nostre esistenze sono veramente in continuo cambiamento e che non possiamo mai dire quanto l’occasione (a volte dolorosa) per un cambiamento radicale (alla lunga anche in meglio magari) si presentera’ e decideremo di prenderla.
Soprattutto se ti dai da fare per farla presentare. : Wink :
 
Questo post e’ piuttosto lungo, la sua prima parte dedicata a mie considerazioni in merito al coming out e alla mia posizione su questa cosa. Nella seconda parte condivido la mia storia, quello che ho fatto, quello che la fortuna ha portato, quello che ho dovuto e potuto fare per creare la mia strada nel mio coming out, che peraltro non e’ finito….working is in progress, anche se ad oggi la strada e’ tracciata, come vedrete (almeno chi ha voglia di leggere fino in fondo), in modo che gli ultimi passi in un modo o nell’altro troveranno prima o poi realizzazione nei prossimi mesi.
 
Preciso subito che per me “coming out” e’ limitato esclusivamente alla propria compagna.  Non ho nessuna esigenza (anzi sarei veramente in difficolta’) di condividere questa mia passione con chiunque: amici, parenti o figli. Non intendo in alcun modo mischiare la mia vita en homme con il mio divertimento en femme. Certamente nella sfera intima, intesa non solo sessualmente ma piu’ largamente, la condivisione deve essere considerata….e attentamente valutata. In questi giorni sto facendomi tante domande su quello che vorrei e non vorrei anche se molto dipendera’ da quello che vorra’ lei.
 
Il rapporto con la mia attuale compagna si sta consolidando nel tempo, oramai piu’ di 3 anni. Sembrano tanti, ma il tutto dipende non dal tempo ma dalla evoluzione del rapporto, e questo da un po’ ha raggiunto un livello di profondita’ in cui mi sono ritrovato nuovamente a interrogarmi su quanto dovessi/volessi nascondere/condividere quello che sono e quello che mi piace fare.
 
Come sapete io sono sempre stata, e sono tutt’ora, dell’idea che nell’ambito di rapporti consolidati (matrimoni, relazioni stabili, convivenze) dove si e’ sempre nascosto certe passioni, non sia automaticamente dovuto andare a condividerle, rischiando di fatto l’intera relazione se la controparte vivesse con difficolta’ tale rivelazione, non riuscisse a capirla, accettarla e figuriamoci ad “apprezzarla”.
Non si puo’ procedere alla cieca nella sola speranza che tutto vada bene. E’ la nostra vita, ma anche quella della nostra famiglia.
 
Domande/osservazioni legittime tipo “perche’ ora dopo tanto tempo?”, “non dovevi  nascondermi questa tua stranezza, mi hai ingannato per anni…”, ecc, o preoccupazioni manifeste o interiorizzate quali “non e’ piu’ il ruolo maschile che credevo che fosse”, “gli piaceranno gli uomini?” ed infine reazioni possibili di “rigetto”, “diminuzione o cambiamento nella relazione sessuale”, “variazioni agli equilibri di coppia su cui si basa il rapporto” sono a mio avviso difficili e pericolose da gestire quanto probabili e giustificate nella loro evenienza.
Certamente ha senso farlo se la contropartita e’ non stare bene con se stessi, ma se la contropartita e’ dover rinunciare ogni tanto, o nella sua estensione, ad una passione che non e’ centrale nella propria vita, allora non ne vale la pena. il rischio e’ troppo alto, anche se in alcuni momenti la tua passione esce cosi’ fortemente da farti disperare.

Queste relazioni consolidate spesso sono nate molto tempo fa, quando la nostra maturita’ in merito a quello che siamo e che ci piace fare era acerba, quando la nostra volonta’ di esprimere veramente quello che si e’ senza considerare troppo le opinioni altrui era spesso limitata e soprattutto quando eravamo fortemente concentrati sul mettere la nostra vita sui giusti binari e certe stranezze era meglio tacerle. Trovo quindi giustificato in quella fase tacere, e comprensibile (anche giustificato per me, ma per chi non lo fosse certamente comprensibile) continuare a nasconderle dopo.

Ecco, qui per le Giovani che leggono, e che sono molto piu’ mature sul tema di quanto fossimo noi, anche grazie e posti come questo che non esistevano, dico che dovrebbero riflettere attentamente quando iniziano un rapporto, o meglio quando raggiunge un certo livello di “consolidamento” e provare a condividere questa cosa “prima” che il rapporto superi questo momento e arrivi ad un punto dove e’ molto piu’ difficile farlo. Attenzione che non e’ una cosa da fare alla leggere pure questa, pero’ da valutare penso di si. Tutto sommato se una persona che vi inizia a volere piuttosto bene, che dice di essersi innamorata, non puo' capire quello che siete ed accettarlo, allora forse non e' la persona giusta. Attenzione che la cosa non vale se quella persona vi ama da 10 anni : Wink : , ma se ha "appena" iniziato allora io me lo chiederei.
 
Il punto fondamentale e’ che nei rapporti consolidati, il nostro partner pensa oramai di conoscerci completamente, pensa di aver guadagnato tale diritto.
Scoprire improvvisamente che non sapeva di noi una cosa cosi’ importante e’ distruttivo. Equivale a scoprire di essere traditi, o che siamo rapinatori di banche notturni, o incalliti giocatori di azzardo, o qualunque altra attivita’ non raccomandabile. Non perche’ di per se’ quello che facciamo sia poco raccomandabile (anche se ovviamente ostracizzato dalla nostra societa’) ma in primis perche’ il nostro partner, che pensava di conoscerci, non lo sapeva.

Il punto non e’ quello che siamo e facciamo, e’ che non le abbiamo permesso di conoscerci! E’ cosi’ duro da accettare, anche piu’ di un tradimento saltuario, a mio avviso, in quanto chiunque si aspetta che l’altro abbia prima o poi debolezze in tal senso nel corso di rapporti decennali (o almeno dovrebbe aspettarselo : Chessygrin : ) che puo’ distruggere il rapporto completamente.
 
Cosa dire pero’ di chi arrivando vicino ai 50 anni si trova a consolidare una nuova relazione?
Certo non e’ la prima cosa che dico ad una persona che incontro e che mi interessa, ma arriva pure quel momento in cui il tutto diventa abbastanza serio e impegnativo, quel momento in cui si parla del futuro, in cui si accarezza insieme la possibilita’ di fare una buona parte del “percorso” insieme in cui si inizia veramente a conoscere le rispettive anime.  C’e’ la passione, c’e’ l’amore, si sta bene insieme, ci si e’ fatti una idea reciproca di chi siamo e di come siamo, ma non possiamo ragionevolmente dirci di sapere tutto e conoscere tutto dell’altro. Non viviamo insieme, non passiamo tutto il tempo insieme, sappiamo della vita dell’altro solo quello che ci racconta, non conosciamo i rispettivi amici e parenti...ecc…ecc.
 
E’ in quel momento, secondo me, in cui c’e’ un punto di non ritorno: o fai coming out in quel momento, o non lo fai piu’.
Non ci prendiamo in giro, non e’ al primo “ti amo”, non e’ neanche a quando realmente e completamente realizzi che la relazione di passione e’ evoluta in amore. Secondo me puo’ essere anche un po’ dopo, quando per effetto di quest’amore si inizia a parlare di reciproci impegni, di effettivamente stare insieme a lungo termine. Di conoscersi veramente. Quando si programma.

Non che in questa fase non possa essere doloroso. D’altro canto o uno lo dice subito dopo “il primo bacio”, con il rischio di allontanare immediatamente anche chi “supportata” da una conoscenza piu’ profonda  e da un sentimento affettivo avrebbe potuto accettare, e magari anche aver piacere, oppure bisogna aspettare quel mix di affezione, conoscenza e coinvolgimento che puo’ portare l’accettazione e poi la condivisione.
 
Infine devo dire che se non mi sono mai sentito in colpa, e mai secondo me nessuno deve sentirsi in colpa, a “nascondere” o meglio “tenere privata”, una certa passione nel caso di un rapporto che si e’ consolidato quando non era ancora veramente matura la mia consapevolezza su chi e cosa sono, mi trovo in vera difficolta’ a volontariamente nasconderlo ora che tale consapevolezza e’ estremamente sviluppata. Come faccio a non dirlo ad una persona cui voglio bene e con cui sto consolidando un rapporto che potrebbe anche (speriamo) durare molti anni o tutta la vita? Per non parlare del lato pratico relativo al fatto che nel frattempo gli anni di relativa  indipendenza hanno ovviamente permesso di dedicarsi ancora piu’ assiduamente al mio hobby preferito!
 
Quindi eccoci al punto, come procedere per fare il famoso “coming out” con delicatezza e accortezza, senza generare un pandemonio possibilmente ma mirando dritto all’obiettivo che prima o poi tutto quanto deve essere chiarito e condiviso?
 
Ovviamente non esiste il metodo perfetto, ogni rapporto, ogni situazione, ogni percorso sono altamente differenti e ognuno deve trovare la propria via per raggiungere l’obiettivo suddetto.
Quello che tutte noi possiamo fare, tutte voi che avete scritto in questa sezione avete fatto, e io non voglio essere da meno, e’ condividere la mia strada, sperando che possa dare spunti, idee, aiutare o soltanto intellettualmente interessare a chi legge.
 
Partiamo dal punto di partenza che per quanto il rapporto che mi coinvolge sia andando progressivamente intensificandosi per qualche anno e’ certamente da un bel po’ che ruminavo nella mia testa considerazioni su come e quando iniziare il percorso di condivisione, ben sapendo che quanto prolissamente ho detto sopra non mi avrebbe permesso di rincominciare una storia senza tale condivisione ma che al contempo non volevo procedere troppo presto, prima che la storia fosse forte abbastanza da sopportarla, prima comunque di aver ben condiviso e trovato apprezzamento  del mio “io” principale che e’ e sempre sara’ quello maschile, con tutte le sue connotazioni tipiche.
 
Penso che fin dall’inizio abbia favorito questo percorso il suo punto di partenza (e anche qui conta molto il fatto che trattasi di un rapporto nuovo). Fin dal primo giorno, fin dalla prima intimita’ per esempio e’ inevitabilmente stato chiaro che ogni tanto io mi depilo, dico ogni tanto perche’ sebbene ora sia piu’ spesso che meno, all’inizio era meno frequente. Il petto sempre, le ascelle pure, ogni tanto le gambe, talvolta anche le braccia. La prima volta che se ne e’ accorta le ho semplicemente detto che a me piaceva cosi’, che se lei esplicitamente preferiva diversamente poteva dirmelo, ma che a parte alcuni periodi in generale io preferivo cosi’. In realta’ ha sempre apprezzato la pelle depilata, liscia e morbida, trovandola, parole sue “molto sensuale” e “piacevole”.

Caso ha voluto che nel tempo raccogliessi segnali interessanti, intriganti che facevano ben sperare. Come quella volta che insieme ad un centro benessere per un massaggio di coppia ci hanno dotate di “mutandine” usa e getta che per ovvie ragioni erano molto succinte e comunque “eguali” e nel vedere il mio culetto dentro questo perizoma lei disse: ”sei molto sexy, dovresti comprarne qualcuno…”. Un’altra volta che, in intimita’, accarezzandomi mi disse “certo che la tua pelle e’ veramente femminile, mi piace molto, morbidissima, usi una crema?” e quando le dissi che si, spesso la curavo con una crema spiegando che tempo fa era una cosa che non facevo ma poi depilandomi ho scoperto quanto e’ piacevole ha commentato che “apprezzava che mi curassi cosi’ della mia pelle e del mio corpo”.

Sono quasi svenuto un giorno che mentre commentavo apprezzando il colore dello smalto delle sue unghie e suggerendole di far crescere un poco quelle delle mani o farle costruire mi disse “si come se fosse poi facile, io con le unghie lunghe non riesco a fare nulla, una notte mentre dormi te le faccio a te e poi vediamo….”, non ci crederete ma non sono riuscito a proferire parola per 5 minuti e poi con una vocina timida ho risposto:”chissa’ potrebbe essere divertente” mentre dentro di me urlavo “SIIII ti pregoooo!!! Fallo dai fallo!”.
 
Insomma segnali interessanti che unitamente ad alcuni altri commenti sul mio modo di muovermi ogni tanto “sculettando” che sebbene molto meno accentuato ho sempre avuto anche en homme e sul mio di dietro che a sue parole “e’ veramente sexy” mi hanno piano piano fatto coraggio.

Pero’ tra un commento scherzoso e una condivisione di una passione cosi’ “speciale” c’e’ un bel salto da fare. Personalmente ritengo che il miglior modo di farlo non sia in un balzo solo, che potrebbe risultare troppo alto, e farci male. Piuttosto ho preferito procedere con piccoli passi misurando ad ognuno la reazione e decidendo se e quanto passare a quello successivo di volta in volta.

Il passo successivo e’ stato una piccola provocazione in un reciproco scambio di foto ose’ (che dato che il rapporto e’ purtroppo ad una certa distanza geografica e’ diventato piano piano uno dei modi con cui “provocarci” e “sentirsi vicini” nei momenti di lontananza)  in cui fino al momento mi ero attenuto a pose “maschili”, un giorno ho invece fatto una foto in una posa decisamente femminile: da dietro, posizione sulle punte dei piedi,  semi svoltato verso dietro con una mano che regge e nasconde uno “seno” (si fa per dire).
Una foto senza nessun abbigliamento ma chiaramente in posa femminile e di una dolcezza sexy. Ho aspettato con trepidazione la risposta a quella foto, mandata per email con una breve nota che diceva sostanzialmente che in quel momento mi sentivo piu’ sensuale del solito, mi sono fatto quella foto e che non l’avrei mandata essendo molto particolare ma poi ho pensato che volevo condividere il mio stato d’animo…. (eh! eh!).
Quando qualche ora dopo ho ricevuta una risposta che diceva testualmente “non posso smettere di guardare la tua foto, sei molto sexy!” ho tirato un respiro di sollievo e ho iniziato a progettare un passo leggermente piu’ compromettente.
 
Fin’ora infatti a meno di qualche breve commento non si era mai parlato di effettivamente giocare indossando qualsivoglia indumento femminile. Un conto e’ un “staresti bene in un tanga” un conto e’ che quel tanga non sia da uomo ma sia una bella mutandina di pizzo….a me non piacciono i tanga da uomo e quindi certo non ne ho comprati!
 
In questa fase mi e’ venuta in aiuto un'altra mia “fantasia” che a suo tempo avevo iniziato a coltivare e condividere, e di cui ho accennato brevemente in altri thread: il pegging. Ora per chi non sapesse cosa e’ trattasi sostanzialmente del farsi penetrare dal proprio partner donna (senno’ da pegging diventa rapporto omossessuale e sono due cose ben diverse) che indossa un fallo sostenuto da un’apposita imbracatura o mutandina “funzionale” allo scopo. In questa sede non e’ il caso di entrare nel dettaglio di come abbiamo (ho!) fatto a introdurre questa reciprocamente piacevole pratica nel nostro rapporto, basti pero’ dire che, per quanto non direttamente correlata (anche se effettivamente introduce un ulteriore livello di passivita’ che e’ coerente con il resto dello scenario, anche se non direttamente correlato al dressing in se stesso) la cosa e’ stata da me sfruttata per il passo successivo.
 
Ho pensato che finalmente fosse arrivato il momento di osare veramente e per fare cio’ mi sono fatto 3 foto in una posizione molto simile a quella gia’ citata sopra ma con differenti mutandine di pizzo (un perizoma rosso con triangolino in pizzo, uno slip bianco tipo fascia con filo dietro, e una mutandina molto morbida e pizzosa di quelle ricoperte di pieghette di pizzo).
Le ho elaborate tagliando la testa (ok dovevo osare ma non cosi’ tanto per ora) e le ho spedite per email scrivendole “visto che apprezzi cosi’ tanto il mio lato B, che ne dici di come si presenta in queste foto?”.

Vi giuro che quanto ho schiacciato “send” stavo per svenire che ancora un po’ cado sul tasto. Prima di dirvi cosa ha risposto una piccola divagazione sul mezzo di comunicazione. E’ meglio parlare a voce o scrivere? Dipende. Solo scrivere non penso che sia cosa buona. Se la relazione non prevede costanti scambi di email o messaggi, meglio parlare. Nel mio caso, data la distanza, eravamo abituati a scambiarci messaggi in tutti i modi. Foto, bacini, saluti, messaggi o mail sia dolci che con forti contenuti sessuali, pensieri, desideri. La mail nei rapporti a distanza non e’ da sottovalutare, una volta le lettere dell’amata/o tenevano compagnia quando si era lontani, una mail puo’ fare lo stesso effetto.
La rileggi, senti la sua voce, ti godi quello che c’e’ scritto proprio perche’ e’ scritto. Molto di piu’ di un messaggio, in alcuni casi molto di piu’ di parole d’amore dette nei momenti insieme o al telefono, che volano e se ne vanno.

La risposta che attendevo tremando fu: ”Non posso credere che questo sia succedendo a me, molto sexy. Mi eccita molto, ti voglio!”.

Incoraggiato, ecco pronto un altro passetto. Qualche tempo dopo le ho detto:”sai, quando ho fatto quelle foto, ho trovato ‘stranamente’ eccitante indossare quelle mutandine, in particolare quella tutta pizzo era di una morbidezza che mi ha colpito a tal punto che non posso levarmi dalla testa l’idea di riprovarla.”.

Ora vi prego, non voglio commenti sulle “bugie” bianche contenute in questa affermazione, se se la ricordera’ quanto sapra’ la verita’ e me la rinfaccera’, credo di poter onestamente dire che al momento stavo camminando sulle uova e l’espressione del chiaro desiderio era centrale rispetto all’omissione del fatto che non era certo la prima volta che le indossavo!

A questa frase e’ seguita una interessante conversazioni sull’incredibile morbidezza e leggerezza dei tessuti usati per l’abbigliamento femminile rispetto a quello maschile che mi ha comunque permesso di “evidenziare” il mio interesse.

Poco tempo dopo la mutandina e’ magicamente apparsa tra le sue cose una sera che stavamo insieme. Il messaggio chiaro e’ forte e’ stato “recepito” e quando la ha vista ha detto qualcosa del tipo: ”Oh, guarda che cosa c’e’ qua! Carine! fammi un po’ vedere come ti stanno dal vivo….” e mi ha guardato con un sorrisino porgendomele morbidamente. Io col cuore in gola mi sono avvicinato le ho prese in mano la ho guardata e lei ha aggiunto “Dai fammi vedere!”. Cosi’ le ho indossate e lei mi ha fatto camminare e girare e poi….

… dopo, quando era il momento di uscire per cena, mi fa papale papale con un tono di noncuranza mentre si sta vestendo: ”Se ti fa piacere puoi mettere quelle sotto….sei molto sexy!”. Cosi’ quella sera siamo usciti e io sotto i miei jeans, per la prima volta con accanto a me qualcuno che sapeva, indossavo le mie fantastiche mutandine.
 
Questo e’ stato un passo importante, ma da qui ad arrivare a dirle che mi vesto en femme, con tanto di trucco e parrucco, seni finti e tutto e che poi esco e vado a cena e a ballare….c’e’ ancora molta strada da fare.
 
Strada che ho gia’ cominciato con varie azioni che ho fatto nell’ultimo mese.
La prima fatta nei giorni in cui c’e’ stato il summer party a Milano, mentre mi preparavo rivedendo la depilazione, ho avuto un irrefrenabile impulso di eccedere sulla depilazione intima (che comunque facevo anche prima) andando a depilare il pube lasciando solo una riga centrale (alla francese) di circa 1 cm (non sottilissima ma comunque sottile). A differenza di altre volte invece di lasciare perdere, ho proceduto.
Pochi giorni dopo quando se ne e’ accorta e’ rimasta un attimo basita e poi ha detto “Uhao! Questo si che e’ hot! Come ti e’ venuto in mente?” al che io le ho semplicemente confessato che “tutte le volte che mi depilavo pensavo che mi sarebbe piaciuto provare e che non capivo perche’ solo le ragazze si potevano dilettare a curare il loro intimo”. Lei mi ha detto che pensandoci avevo ragione, che avevo fatto un ottimo lavoro, perche’ ero morbidissimo, e mi ha pure chiesto esattamente come avevo fatto. Ne e’ seguita una incredibile discussione sui reciproci metodo di depilazione intima e no (cosa di cui non avevamo mai parlato e che in un certo senso ha smontato un altro tabu’).
 
La seconda, come diretta conseguenza di quanto accaduto con la prima uscita in intimo femminile,  un giorno mi sono presentato senza dirglielo (e venendo dal lavoro) indossando sotto i miei vestiti un paio di mutandine di pizzo bianco che non aveva mai visto molto sexy, trasparenti ma non sgambate che fasciavano bene bene i miei fianchi. Quando se ne e’ accorta si e’ parecchio accesa, non smetteva mai di infilarmi le mani nei pantaloni e palparmi, ha trovato molto eccitante l’idea che fossi andato a lavorare cosi’, insomma: un successo!
 
La terza azione e’ stata una mail di vero, se parziale, coming out. In sostanza ho deciso di scriverle e, partendo da quanto fosse stato eccitante vestire con lei quelle mutandine, ho proceduto a confessare che in realta’ l’eccitazione non era tanto nel farlo con lei ma proprio nel vestirle e che visto che la cosa le era piaciuta avevo deciso di raccontarle una storia di quanto ero un giovane ragazzino in pre-adolescenza.
Le ho quindi raccontato della mia “fissazione” per come si vestivano le ragazzine (avevo 12 anni) e del mio desiderio irrazionale di ragazzino di “provare” quello che si provava ad indossare una gonna. Le ho detto di come, una notte, ho deciso di soddisfare tale desiderio rubando dall’armadio di mia sorella una sua gonna e per la prima volta nella mia vita indossandola. E ho concluso dicendole che quel ragazzo aveva scoperto che indossare una gonna era una sensazione….bellissima.

Questa e’ una sintesi che non rende bene la profondita’ del racconto essendo la mail lunga di per se decine e decine di righe. Proseguiva con una digressione sul perche’ un tipo di abito (gonna, vestito o pantalone) o un tessuto (cotone, seta, lana…) indossato puo’ farti o meno sentire bene e a tuo agio solo per il fatto di essere quel tipo di tessuto e quel tipo di abbigliamento e sul fatto che nonostante cio’ sia vero a prescindere gli uomini hanno opzioni molto limitate rispetto a quelle delle donne e tutto sommato questo non ha senso se non per un obbligo culturale della societa’ in cui viviamo (basti vedere come si vestivano gli uomini nel 1700, anche se dovendo scegliere anche allora avrei preferito gli abiti da donna).
Infine accennavo che questa storia aveva avuto riflessi nel come sono cresciuto, e certamente nel mio interesse per le mutandine da donna “tra le altre cose”. La mail inoltre aveva un chiaro senso che “ci fosse dell’altro” di non detto ancora da scoprire (come in effetti c’e’).
 
La sua risposta a questa mail mi ha confermato che avevo fatto bene. Oltre a confermarmi che ero molto sexy indossando biancheria da donna, e che trovava molto coinvolgente questa intimita’ speciale che stavo creando, mi ha anche scritto che quel ragazzo era cresciuto nell’uomo dei suoi sogni e che non vedeva l’ora di vedere che cosa avrei indossato per lei prossimamente.
 
Ultima azione di pochi giorni fa, una pazza idea, ma stante il punto cui eravamo neanche tanto pazza. Ho sfruttato  una sua risposta ad una mia mail in cui le dicevo che oggettivamente non avevo mai condiviso con nessuno questa mia dualita’ tra l’uomo ‘sicuro”, “forte” e “dominante” che ogni tanto caratterizza la nostra relazione con quello “strano”, “morbido”, “femminile nei modi” che stavo mostrando negli ultimi tempi.
Lei mi ha risposto dicendo che questa mia dualita’ che, secondo lei, si vedeva, almeno come potenziale, fin dal primo giorno, era cio’ che l’aveva attratta e che era contenta che ora finalmente anche la mia parte “femminile” stesse uscendo.

A questo punto essendo in casa da solo quando ho ricevuto questa mail e ovviamente essendo en femme, indossando una fantastica canottierina trasparente (un po’ svolazzante tipo baby doll ma corta sopra la vita) con bordini pizzosi con tanga abbinati ed una lunga vestaglia da camera di seta sopra, oltre a delle ciabattine chiaramente femminili anche se senza tacco, ho deciso di farmi delle foto in varie pose (viso compreso questa volta). Tutte piuttosto femminili nell’atteggiamento (la posizione delle gambe, delle braccia, la testa…insomma ci siamo capiti) e di risponderle dicendo “visto che mi scrivi questo non posso non mandarti le foto di come sono vestito mentre la ricevo. Non avrei mai pensato di mandare queste foto a qualcuno ma a questo punto, spero che apprezzerai”.
 
La risposta che ho ricevuto era lunga solo 1 riga: ”WOW, sei bellissimo! Molto molto molto sexy!”, a cui dopo e’ seguita una serie di sms fitta fitta che vi risparmio perche’ non da valore aggiunto.
 
E qui siamo al punto cui sono arrivato. Direi che la strada e’ tracciata e direi che ho una certa confidenza che a questo punto il resto non sara’ piu’ una sorpresa, per quanto siamo ancora lontani dalla totale condivisione.

Ho deciso fin sa subito che avrei giocato questo percorso un passo alla volta, sfruttando opportunita’, senza correre, senza forzare e facendo “digerire” i vari step con calma. Quindi non intendo procedere con una sessione di racconto in cui svuotare tutto il sacco e a meno che non sia lei ad iniziare a fare una serie di domande “indagatorie” penso di fare un passo alla volta. Ho varie opzioni che sto valutando tra cui tanto per fare degli esempi, una sera che siamo insieme indossare un bel baby doll per la serata come se nulla fosse (questa sara’ presto, come naturale conseguenza delle foto dell’ultima mail), comprare un vestitino che le piaceva (e piaceva anche a me) ma invece di regalargliene uno, regalargliene 2 uno della mia taglia e vedere cosa pensa. Magari se come penso mi dice che le fanno piacere altre foto farne una sui tacchi….insomma un piccolo gioco, piccoli passi…
 
Penso che nei prossimi mesi, settimane, forse anche giorni ci saranno evoluzioni, vi tengo aggiornate.
 
Un abbraccio a tutte
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Re: e chi l'avrebbe detto....

Messaggioda Eva » lunedì 10 settembre 2018, 10:40

Brava Sabrina sono felice, sinteticamente direi che non si possa fare meglio di così... La rispondenza è superiore alle aspettative (o forse no ma sei tu che la conosci), quindi come dicono le marinaie di lungo corso (o sorso se bevitrici): ALLA VIA COSÌ!!!
Abbraccione, pollice alzato e come si dice: a pöco pe vòtta s'é fæto Zena!!!
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Re: e chi l'avrebbe detto....

Messaggioda Celeste » lunedì 10 settembre 2018, 13:18

Sono molto contenta per te, ho letto con interesse il tuo racconto e la modalità con cui ti sei confidato con la tua compagna è molto simile a quello che farei anch'io, con passi progressivi e con una speciale attenzione per il lato sensuale nella coppia.
"Without loving-kindness for ourselves, it is difficult, if not impossible, to genuinely feel it for Others." (Pema Chödrön)
"Siccome c'è sempre nuova creazione nell'universo, anche le tue reazioni mentali e psicologiche a essa sono soggette a un continuo cambiamento." (Anandamayi Ma)
"Niente o Nulla: come lo zucchero che si scioglie in acqua, l' "io" non se n'è andato, ma è stato assorbito, si è dissolto." (K.E. Helminski)
"È nell'intuizione che si realizza la consapevolezza della Beatitudine" (Yogananda)
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Re: e chi l'avrebbe detto....

Messaggioda Danysissy » lunedì 10 settembre 2018, 14:44

Ottimo!!!
Ottimo Sabrina, un passo alla volta, un passo alla volta sondando e sfruttando le occasioni.

Brava Sbrina continia

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Re: e chi l'avrebbe detto....

Messaggioda Julie » lunedì 10 settembre 2018, 15:45

Brava Sabrina, un passo alla volta! Mi sembra che la tua compagna si stia "divertendo" almeno quanto te in questo processo. In bocca al lupo.
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Re: e chi l'avrebbe detto....

Messaggioda virgolette » lunedì 10 settembre 2018, 22:20

Quì si vede la differenza tra le donne (voi) e gli uomini (io).

Io invece ho rovinato tutto, nessun gioco di seduzione, di indizi, di provocazione e di curiosità.

Quando ho seriamente pensato di investire del tempo e dei sentimenti nei confronti della mia marmottina ho deciso che prima di "comprare il pacchetto" doveva sapere cosa c'era dentro.
Quindi, un pomeriggio, avendo deciso che volevo intraprendere con lei una relazione seria e duratura, mi sono presentato a casa sua con una cartellina (nella quale c'erano una decina di foto) e le ho spiegato tutto.

Io sono fatto così. Se pensi di poterlo accettare forse avremo un futuro insieme, in caso contrario, la mia coscienza sarà pulita e non ti avrò fatto sprecare anni preziosi.

Questo solo per rendere noto il mio punto di vista; riguardo il tuo bellissimo racconto direi che ogni commento è inutile, tu sei quella coinvolta e nessuno meglio di te può scegliere quali mosse fare e sembra che tu abbia fatto le mosse giuste. : Thumbup :
Mi congratulo e ti faccio i migliori auguri. : Love :
A presto.

Davide
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Re: e chi l'avrebbe detto....

Messaggioda maxima » martedì 11 settembre 2018, 17:13

Neanche io avrei mai immaginato di trovare un tuo post (e che post!) in questa sezione... ma devo dire che hai fatto le cose alla grande. Sono felicissima per te, anzi per voi, e credo che quello che tu hai raccontato sia il sogno della maggior parte di noi. Credo che anche tu stia in un certo senso pensando di vivere un sogno, un sogno nel quale presto potrai vivere il tuo lato femminile insieme alla donna che ami!
Complimenti per la scelta dei tempi e per la forza che hai trovato nel compiere ogni singolo passo pur temendo eventuali risposte negative. Tutto è andato per il meglio e sono convinta che il bello debba ancora arrivare!
Un grande abbraccio.
Maxima
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Re: e chi l'avrebbe detto....

Messaggioda Danysissy » mercoledì 12 settembre 2018, 10:02

virgolette ha scritto:Quì si vede la differenza tra le donne (voi) e gli uomini (io).

Io invece ho rovinato tutto, nessun gioco di seduzione, di indizi, di provocazione e di curiosità.

Quando ho seriamente pensato di investire del tempo e dei sentimenti nei confronti della mia marmottina ho deciso che prima di "comprare il pacchetto" doveva sapere cosa c'era dentro.
Quindi, un pomeriggio, avendo deciso che volevo intraprendere con lei una relazione seria e duratura, mi sono presentato a casa sua con una cartellina (nella quale c'erano una decina di foto) e le ho spiegato tutto.

Io sono fatto così. Se pensi di poterlo accettare forse avremo un futuro insieme, in caso contrario, la mia coscienza sarà pulita e non ti avrò fatto sprecare anni preziosi.

Davide


Sei stato diretto e questo è un tuo modo di essere, lo hai fatto per dire chi eri ma poteva essere per qualunque altra cosa.
Io non sono stata così diretta anche perche quando ci siamo conosciuti con la mia attuale consorte,il mio lato Dany non era così forte anche se andavo in giro con pantaloni e maglietta della Think Pink fucsia , ma fucsia molto acceso...per cui indirettamente e inconsciamente un messaggio lo avevo dato.
Ognuna di noi adopera una strategia che più la rispecchia e più essa è sincera e meglio è.

Dici di avere rovinato tutto, non so se le cose fossero andate diversamente se avessi aspettato a dirlo o usato un approccio più femminile..
Ciao
Dany
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