Cosa sono?

Re: Cosa sono?

Messaggioda Alyssa » lunedì 11 giugno 2018, 15:07

Visto che da un semplice sfogo siamo arrivate al divertissement intellettuale, a mente fredda e stomaco pieno, proverò a portare avanti il discorso in maniera più ragionata e meno emotiva.

Giusto per non fare confusione, preciso che con "chi sono" io intendo ciò che mi distingue dagli altri, mentre "cosa sono" rappresenta qualcosa che mi accomuna agli altri, chiamatela categoria, etichetta o diosacosa, insomma una base da cui partire su cui si può definire il chi.

La causa scatenante di questo rimettermi in discussione è stata la necessità (condivisa tra la mia compagna e me) di parlarne con le sue sorelle.
Senza scendere troppo nei particolari, dovete sapere che la mia lei condivide da sempre tutto con le sue sorelle, e ogni volta che andiamo insieme a qualche "evento" (fosse anche una pizza in compagnia) che coinvolge me al femminile, lei è costretta a mentire, a non dire le cose esattamente come sono.
Dal mio punto di vista, invece, è da qualche mese a questa parte che sento la necessità di parlarne con quelle persone con cui mi trovo bene, definiamoli pure "spiriti affini".

Mi sono sorpresa a valutare l'idea (scartata poi immediatamente per ovvi motivi) di dirlo addirittura ad un mio collega! : Eeek :
Mentre si parlava del più e del meno, pensavo ai selfie imboscati nel mio telefonino e di uscirmene dicendogli:
"Eh, tu mi vedi così, ma lo sai che io sono anche così e cosà?"

E questa è una cosa relativamente nuova per me.
È come se, con quelle persone che mi sembrano in grado di capire, sentissi il bisogno di "gettare la maschera".

Ma allora qual è la maschera?
Se fino a qualche anno fa Alyssa non esisteva nemmeno, come può essere "la vera me"?

Da qui i dubbi e le contraddizioni, come quelle evidenziate da Laura.
Razionalmente mi vedo, mi sento, mi identifico come uomo, e la cosa non mi crea disagio.
Anche quando mi abbandono al piacere, al sogno di diventare Alyssa, in un certo senso, proprio perchè divento qualcos'altro, ho la conferma che la base di partenza è quella.
Ma quando "mi lascio andare" emotivamente, chessò mentre sono sola a casa o in macchina con lo stereo a palla, o mentre sono fuori a correre, ma soprattutto quando sento o leggo di certi episodi di cronaca, sento il bisogno di prendere le distanze dal mio essere maschile.
Mi sta stretto!

Mi viene in mente (e qui vi faccio ridere): Spiderman.
Sì proprio lui, il supereroe.
Lui è timido e impacciato, lo è sempre stato, ma quando acquisisce i superpoteri, viene fuori la sua natura spavalda, sicura di sè.
Eppure ha bisogno di indossare una maschera per esprimerla.
Nel quotidiano continua ad essere quel ragazzo timido che è sempre stato, e non è come Superman che assume quel ruolo per "mimetizzarsi" tra gli umani, lui è sempre stato così, ma ha scoperto di poter essere diverso, eppure sceglie di tenere separate le due versioni di sè.
È solo per comodità, per proteggere chi gli sta intorno, per non avere grane?
O in qualche modo non può abbandonare ciò che è sempre stato, nonostante possa essere "di più"?

LA domanda a questo punto è semplice quanto assurda: uomo o donna? più di qua o più di là?

Dal punto di vista puramente biologico sono un maschio: i cromosomi sono e saranno sempre quelli e su questo non c'è dubbio.
Però se è possibile non esserlo nonostante i cromosomi...

Dov'è il confine tra ciò che sono e ciò che desidero essere?
Ti senti dire che puoi essere ciò che vuoi, ma sarà poi vero?
E sarà la scelta giusta?
È proprio necessario scegliere?
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Re: Cosa sono?

Messaggioda Celeste » lunedì 11 giugno 2018, 18:55

Ciao Alyssa, c'è una cosa che però non riesco a capire. Tu sottolinei il fatto che vuoi prendere le distanze dagli uomini violenti, maschilisti e dagli episodi di cronaca che immagino li riguardino... sono d'accordissimo con te, però non capisco come questo possa influire sul tuo essere maschile o femminile...
se la tua parte maschile è buona e bella tu sei già diversa da quei brutti esempi maschili...
portare dentro di sè cromosomi maschili non significa essere brutti interiormente, e comunque anche le donne possono compiere atti spregevoli... il male e il bene stanno in entrambi i sessi secondo me...
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Re: Cosa sono?

Messaggioda Andy » lunedì 11 giugno 2018, 19:16

Cara Alyssa per quanto riguarda il parlarne ad altre persone che possono essere parenti o amici posso dirti come ho fatto io . Mi sono confidata con un mio collega e amico di lavoro rispetto ad un parente perché con un amico ti puoi sfogare il tuo interesse parlare discutere di tutto quello che vuoi sei piu libero !!!! secondo me alla fine lui risulta neutrale perché non è un parente mentre viceversa non so fino a che punto siano sinceri i parenti !!!!! perché C'è sempre un grado che vi accomuna e mi fermo qua ...
Un grosso abbraccio andy!!!!!


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Re: Cosa sono?

Messaggioda Frida » lunedì 11 giugno 2018, 19:54

Cara Alyssa, ormai dovrebbe essere chiaro che il problema non è definire se si è maschi o femmine o chi ci pare ma è capire l'esigenza che ci spinge a porre certe domande; che poi arrivano puntuali quando si vive in uno stato di tensione più o meno intenso per la mancanza di qualcosa. Il tuo paragone con Spiderman mi sembra superazzeccato.

Alyssa ha scritto:Dal punto di vista puramente biologico sono un maschio: i cromosomi sono e saranno sempre quelli e su questo non c'è dubbio.
Però se è possibile non esserlo nonostante i cromosomi...


Pensa a cosa ti spinge a fare questa riflessione.

Alyssa ha scritto:Dov'è il confine tra ciò che sono e ciò che desidero essere?
Ti senti dire che puoi essere ciò che vuoi, ma sarà poi vero?
E sarà la scelta giusta?
È proprio necessario scegliere?


Troppe domande, ma cosa hai mangiato? : Chessygrin :

Se noi potessimo essere donne già adesso lo saremmo.
Definire i limiti, che ci separano dai "territori inabitabili" della nostra mente, ci aiuta a non cercare di attraversarli.
Non esistono scelte giuste ma vari gradi di scelte sbagliate.

..e comunque.. io sono Ironman : Chessygrin :
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Re: Cosa sono?

Messaggioda LauraB » lunedì 11 giugno 2018, 20:24

Alyssa ha scritto:Dov'è il confine tra ciò che sono e ciò che desidero essere?
Ti senti dire che puoi essere ciò che vuoi, ma sarà poi vero?
E sarà la scelta giusta?
È proprio necessario scegliere?


Ti serve davvero un confine? Spazia come ti pare finchè non trovi il posto giusto..Perche porsi confini? Perché porsi limiti?

Puoi scegliere di avere più sfumature, anche questa è una scelta, visto che non aneli fortemente e con forte necessità ad essere donna, puoi restare uomo con determinate caratteristiche caratteriali che scegli tu...
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Re: Cosa sono?

Messaggioda Alyssa » lunedì 11 giugno 2018, 21:16

LauraB ha scritto:Ti serve davvero un confine? Spazia come ti pare finchè non trovi il posto giusto..Perche porsi confini? Perché porsi limiti?

A volte, sai, sapere qual è il tuo posto è così rassicurante...

Frida ha scritto:Il tuo paragone con Spiderman mi sembra superazzeccato.

: Lol :

Frida ha scritto:
Alyssa ha scritto:Dal punto di vista puramente biologico sono un maschio: i cromosomi sono e saranno sempre quelli e su questo non c'è dubbio.
Però se è possibile non esserlo nonostante i cromosomi...

Pensa a cosa ti spinge a fare questa riflessione.

C'è la teoria gender, ce ne sono esempi concreti, la possibilità c'è, anche se non so, non credo sia il mio caso.

Frida ha scritto:Non esistono scelte giuste ma vari gradi di scelte sbagliate.

Meraviglioso, sono spacciata...

Frida ha scritto:..e comunque.. io sono Ironman : Chessygrin :
baci, Frida.

Ah, su questo non avevo dubbi!



Celeste ha scritto:...sono d'accordissimo con te, però non capisco come questo possa influire sul tuo essere maschile o femminile...

Forse sono stata un po' contorta:
non influisce su cosa sono, ci mancherebbe, ma il confronto con lo stereotipo maschile mi fa sentire di essere diversa, ancor più intensamente quando ho di fronte certi esempi.

Celeste ha scritto:...e comunque anche le donne possono compiere atti spregevoli... il male e il bene stanno in entrambi i sessi secondo me...

Qui razionalmente non posso che darti ragione, ma dentro di me c'è sempre una certa immagine ideale della donna, parafrasando Crozza (sì il comico), la donna per me è la versione 2.0 dell'uomo: più intelligente, design più raffinato, mentalmente più efficiente e chi più ne ha più ne metta...


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Re: Cosa sono?

Messaggioda Lilychanel » lunedì 11 giugno 2018, 21:34

Spazio, ultima frontiera. Eccovi i viaggi dell'astronave Enterprise durante la sua missione quinquennale, diretta all'esplorazione di nuovi mondi, alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima. (James Tiberius Kirk)

Ti / ci può bastare ?

Un saluto affettuoso

Lily
Tutti sono d'accordo nel riconoscere che nella specie umana sono comprese le femmine, le quali costituiscono oggi come in passato circa mezza umanità del genere umano; e tuttavia ci dicono 'la femminilità è in pericolo'; ci esortano: 'siate donne, restate donne, divenite donne'. Dunque non è detto che ogni essere umano di genere femminile sia una donna; bisogna che partecipi di quell'essenza velata dal mistero e dal dubbio che è la femminilità.

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Re: Cosa sono?

Messaggioda Celeste » lunedì 11 giugno 2018, 21:52

Adesso mi è un po' più chiaro (credo), volevo però dire che, a parere mio, la razionalità rischia di perdere alla grande contro l'inconscio. Perché l'inconscio è potente ed ha un linguaggio molto più simbolico, immaginario... interagire con l'inconscio si può ma non usando la razionalità; sull'inconscio ha più presa l'arte, il gioco, il simbolo, il paradosso, la comicità...
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Re: Cosa sono?

Messaggioda LauraB » lunedì 11 giugno 2018, 23:52

OT

Alyssa ha scritto:C'è la teoria gender


spero sia un refuso...la teoria gender non esiste.
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Re: Cosa sono?

Messaggioda Alyssa » martedì 12 giugno 2018, 0:51

LauraB ha scritto:OT

Alyssa ha scritto:C'è la teoria gender


spero sia un refuso...la teoria gender non esiste.
Scusa, volevo dire l'esatto opposto.
Mi riferivo agli studi di genere (gender studies) che sono in effetti tutt'altro.
Chiedo venia.


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