Identità di genere e disturbi alimentari

Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Emma0 » giovedì 27 agosto 2020, 22:15

Ciao a tutte,

Ho cercato un po' nel forum per qualche discussione che trattasse della correlazione tra disturbi alimentari e identità di genere ma ho trovato solo un topic in cui si citava un articolo (molto interessante) che faceva un rapido accenno al problema. Per questo motivo ho pensato di aprire una discussione: se però ci fosse già un simile thread allora chiedo subito scusa alle amministratrici...

Come chi tra di voi che ha voluto perdere tempo leggendo la mia presentazione sa, da qualche anno ho accenni più o meno forti di un disturbo alimentare. Non è nulla di preoccupante (le mie misure sono normalissime), ma c'è da dire che rispetto all'anno scorso ho perso all'incirca 10 chili, ed essendo sempre stata normopeso, ora che riguardo alcune fotografie mi rendo conto di aver fatto un bel salto. Mi rendo anche conto però che così mi piaccio molto di più, e che anzi, vorrei sempre pesare di meno: ormai sono abituata a mangiare una volta al giorno, quando lo faccio, e la sensazione di pesantezza e disagio dopo essermi alzata da tavola è una costante della mia giornata. Mi sento letteralmente in colpa. La maggior parte del tempo è sotto controllo, ma a volte mi impongo di non mangiare o di rimettere quello che ho mangiato, e come potete immaginare questo ha portato a discussioni anche accese con la mia compagna.

Tutto questo è collegato al desiderio di avere un corpo il più femminile possibile, perché nella mia testa bacata il mio ideale femminile è una ragazza senza nemmeno un filo di grasso. O meglio, l'ideale a cui io voglio tendere, perché a dire il vero sono in grado di riconoscere la bellezza anche di ragazze più in carne. Il pensiero che il corpo femminile accumuli grasso non tanto sulla pancia quanto più sui fianchi è una cosa che mi provoca una vera e propria invidia: per quanto io ci possa provare, da uomo biologico non sarò mai in grado di avere una pancia completamente piatta come quella di una ragazza di un peso comparabile al mio.

Inoltre, le volte in cui mi sento di volermi mettere vestiti femminili sono limitate ai momenti in cui sto soffrendo la fame e quindi mi sento al meglio con il mio corpo: quando ho mangiato (anche solo un cracker, non per forza una faraona ripiena) anche se sento il desiderio di indossare una gonna o altro non riesco a farlo: in verità non riesco nemmeno a togliermi la maglietta per paura di vedere la pancia (sono anni che non mi avvicino a luoghi balneari o simili per il terrore di dovermi togliere la maglia).

Ecco, in fondo io sento che questo aspetto è fortemente legato alla mia identità di genere e che in parte la alimenta e viene da essa alimentato, in un circolo vizioso che non so da che parte iniziare a prendere. Ne ho accennato al mio psicologo, ma le cose di cui parlare sono talmente tante che questo aspetto lo stiamo lasciando da parte per ora.

Spero di non essere l'unica con queste sensazioni: è già difficile sentire quello che molte di noi provano riguardo l'essere donna: questa cosa del disturbo alimentare, se la si vive da uomo bio, è ancora più difficile da affrontare, in quanto viene sempre associata alle ragazze (forse anche questo è un aspetto importante per quanto riguarda la mia identificazione come Emma?).

Dovrei aver detto più o meno tutto, perlomeno in termini generali, quindi mi scuso se alcune cose non si capiscono o possono essere fraintese.

Emma
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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Andrea » venerdì 28 agosto 2020, 9:31

Cara Emma,

credo che importante che l'argomento sia approfondito in tempi veloci con il tuo psicologo. Mi sembra un tema troppo denso di implicazioni psicosomatiche perché venga messo in secondo piano. Ovviamente è lui il professionista della disciplina e avrà saputo valutare la tempistica e l'urgenza di altre questioni ma il modesto consiglio è di affrontare l'argomento quanto prima.

Come dici tu quella che stai cercando di creare nel tuo corpo è l'immagine ideale della donna, anzi direi di una ragazza nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta: un corpo snello, tonico, privo di grasso, modellato in una silhouette da copertina.
Questo ti costringe a sacrifici innaturali che fanno violenza al metabolismo e al normale andamento fisiologico.
Onestamente sono preoccupata per te, perché sai benissimo che nome si dà a questo comportamento e a quali rischi enormi ci si espone.

Anch'io quando avevo la tua età avevo paura di ingrassare e tenevo continuamente a bada il peso, ma grazie a un metabolismo che ha sempre consumato tutto quello che introducevo non ho mai sentito il bisogno di costrizioni.

Ti posso dire che invece, avendo iniziato la terapia ormonale, il mio peso è aumentato: il grasso si è depositato a formare il seno, lentamente ad aumentare il lato B, a riempire le fossette del viso che adesso ha due gote paffutelle ma che mettono in risalto gli zigomi.
Questa distribuzione del grasso con relativo aumento di peso è caratteristica del corpo femminile. Credo che parlandone con la tua compagna ne avrai conferma.
Anch'io ovviamente ora devo fare attenzione a non prendere troppo peso limitando carboidrati e zuccheri: ma non rinuncerei mai a una dieta equilibrata con pasti regolari.

I fianchi possono aumentare solo con la terapia ormonale: puoi tenere la pancia piatta ma avrai comunque un corpo magro androgino ma non femminile in senso stretto.

Tu hai le idee molto chiare e mi sembra di capire che ci siano i sintomi della disforia di genere. Io valuterei bene con lo psicologo se non si sia il caso di certificarla e poi prendere le misure opportune.

Farsi violenza in questo modo a me fa molto paura: significa non accettarsi e non voler affrontare la realtà.

Scusami, sono molto brutale ma con il proprio corpo non si scherza.

Con affetto

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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Celeste » venerdì 28 agosto 2020, 10:22

Se io fossi in te gli chiederei se è esperto di disturbi alimentari, in caso di risposta negativa allora può essere una spiegazione, in caso di risposta positiva gli esternerei la tua preoccupazione. Infatti la questione non è rilevante solo da un punto di vista psicologico ma anche per la tua salute. In ogni caso dallo psicologo si va per poter parlare e se si hanno dei dubbi vanno chiariti. Il fatto che sia un disturbo più frequentemente associato alle ragazze non è affatto un motivo per non parlarne, posto che sia un professionista esperto di tali disturbi.
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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Emma0 » lunedì 31 agosto 2020, 12:30

veronica ha scritto:Cara Emma,

credo che importante che l'argomento sia approfondito in tempi veloci con il tuo psicologo. Mi sembra un tema troppo denso di implicazioni psicosomatiche perché venga messo in secondo piano. Ovviamente è lui il professionista della disciplina e avrà saputo valutare la tempistica e l'urgenza di altre questioni ma il modesto consiglio è di affrontare l'argomento quanto prima.

Come dici tu quella che stai cercando di creare nel tuo corpo è l'immagine ideale della donna, anzi direi di una ragazza nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta: un corpo snello, tonico, privo di grasso, modellato in una silhouette da copertina.
Questo ti costringe a sacrifici innaturali che fanno violenza al metabolismo e al normale andamento fisiologico.
Onestamente sono preoccupata per te, perché sai benissimo che nome si dà a questo comportamento e a quali rischi enormi ci si espone.

Anch'io quando avevo la tua età avevo paura di ingrassare e tenevo continuamente a bada il peso, ma grazie a un metabolismo che ha sempre consumato tutto quello che introducevo non ho mai sentito il bisogno di costrizioni.

Ti posso dire che invece, avendo iniziato la terapia ormonale, il mio peso è aumentato: il grasso si è depositato a formare il seno, lentamente ad aumentare il lato B, a riempire le fossette del viso che adesso ha due gote paffutelle ma che mettono in risalto gli zigomi.
Questa distribuzione del grasso con relativo aumento di peso è caratteristica del corpo femminile. Credo che parlandone con la tua compagna ne avrai conferma.
Anch'io ovviamente ora devo fare attenzione a non prendere troppo peso limitando carboidrati e zuccheri: ma non rinuncerei mai a una dieta equilibrata con pasti regolari.

I fianchi possono aumentare solo con la terapia ormonale: puoi tenere la pancia piatta ma avrai comunque un corpo magro androgino ma non femminile in senso stretto.

Tu hai le idee molto chiare e mi sembra di capire che ci siano i sintomi della disforia di genere. Io valuterei bene con lo psicologo se non si sia il caso di certificarla e poi prendere le misure opportune.

Farsi violenza in questo modo a me fa molto paura: significa non accettarsi e non voler affrontare la realtà.

Scusami, sono molto brutale ma con il proprio corpo non si scherza.

Con affetto

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Cara Veronica,

Grazie mille per la tua franchezza (non sei stata affatto "brutale")! Non so se in me ci sia una disforia di genere, ma con lo psicologo non abbiamo mai affrontato questo argomento nel dettaglio, come non si è andati a fondo con la problematica del cibo. Questo non perché lui o io non siamo interessati a vederci più chiaro in questi aspetti, ma perché veramente c'è - ancora - molto altro lavoro da fare prima di arrivare lì... Ma comunque accolgo il tuo consiglio (e quello di Celeste) di spingere anche per indagare questi aspetti.
Da anni ho sempre provato repulsione verso certi atteggiamenti maschili e, al contrario, vedevo le qualità femminili come l'unico obiettivo da raggiungere: questo creava in me un corto circuito che ha portato a vari problemi, tra cui anche il disturbo alimentare. Di questo ho parlato con tutti gli psicologi da cui sono andata (da quando ho 15 anni), che nel migliore dei casi hanno lasciato perdere la cosa perché a loro parere non aveva rilevanza nel quadro generale. Ricordo una dottoressa che quando le dissi che in certi momenti mi sentivo male all'idea di essere uomo si mise a ridere e disse che era meglio lasciar perdere queste "fantasie di auto-castrazione". Ora che è un anno e mezzo che sono riuscita a trovare uno psicologo che mi ascolta, sono sicura che con il giusto tempo arriveremo anche ad approfondire questo aspetto.

Forse il mio post ha allarmato un po' troppo, e mi scuso se è successo questo: voglio ribadire di non aver alcun problema di salute per questo aspetto del disturbo alimentare. Sento solo che si fonde in maniera totale con la mia identificazione con Emma, ed era più che altro questo che volevo fare venire fuori con il post.
Ti ringrazio anche per avermi dato un esempio pratico di come il corpo femminile accumula i grassi: credo che la questione sia molto più psicologica che fisica, e che anche se avessi un altro corpo, probabilmente vorrei puntare al mio ideale di bellezza (femminile) nonostante le - ulteriori - difficoltà di controllo del peso derivate dalla diversa conformazione fisica e metabolica. Non so voi cosa "invidiate" (parola non adatta, scusate) quando vedete il corpo di una donna bio, ma tra i tanti aspetti fisici che potrei elencare, quello che vedo io è un corpo che, se tenuto in forma e a dieta, fa risaltare questi sforzi molto più di quanto non potrà mai fare un corpo maschile. Questo è un aspetto a cui, quando ci penso, mi fa vergognare terribilmente del corpo che mi è stato assegnato dalla natura, e tutto ciò si "somma" all'inadeguatezza psicologica che sento come costante da dentro il mio sesso biologico.

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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Novella » giovedì 3 settembre 2020, 13:26

In realtà la cancellazione delle forme e la lotta senza quartiere al mezzochilo di troppo è un errore che fanno molte donne.

Non faccio un elogio della ciccia e nemmeno sto a ricordare che il punto di vista (istintivo) di un uomo è che meglio toccare un cuscinetto di carne che un osso puntuto (che poi fa pure male quando ci si addormenta abbracciati).

È proprio che un'eccessiva magrezza mal si sposa con le forme. Chi è formosa (non grassa, e magari nemmeno in sovrappeso), talvolta, e sottolineo non sempre, vorrebbe perdere qualche altro chiletto. E si dimentica di osservare le famose "pose storte" che le magrissime assumono in foto per creare un effetto forma dove non c'è. Mentre loro, le formose in forma, hanno la fortuna di dover solo sorridere.

Per quanto mi riguarda, sono una formosa ben poco in forma : Chessygrin :

Come uscirne? Accettarsi, semplicemente. E si sarà accettate da tutti (o quasi), ed anche desiderate da molti, se interessa.

Se invece la lontananza dal peso forma è eccessiva, allora chiedere aiuto medico, per evitare patologie che possono esserne la causa o l'effetto.

Una parola riguardo alla dottoressa ilare: ben poco professionale. Nemmeno se fosse evidente a colpo d'occhio che si ha di fronte una falsa disforia, ma in realtà una psicosi, l'approccio può essere una risata in faccia. La ragione è evidente: non è costruttivo ed è anche controproducente, in entrambi i casi. Perché mina la fiducia tanto nel professionista (che si può cambiare), quanto nel sistema a cui si è rivolti. E può avere ripercussioni sull'autostima della persona, che non deve mai essere affossata, nemmeno in presenza di ego ipertrofico.
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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Melissa_chan » giovedì 3 settembre 2020, 17:21

Temo che, in questo caso, il disturbo alimentare sia indicatore di qualcosa di più problematico, un problema molto più profondo che rende l'accettazione del proprio corpo qualcosa di impossibile.
Poi capisco che sia un grosso problema con radici profonde.
Secondo me dovresti provare a sentire un centro specializzato non tanto in disturbi alimentari quanto in disforia perchè il tuo problema è legato al modo in cui ti vedi e non tanto a come o cosa mangi.
Inoltre lo stress di non mangiare causa ulteriore fame nervosa che provoca senso di fame per cui mangi poco ed hai ancor più fame di prima, insomma è una spirale che si autoalimenta, specialmente se ci aggiungiamo anche eventuali ansie.
Come ha detto giustamente Veronica, mi sembra che tu abbia abbastanza chiaro ciò che vorresti ed una chiacchierata con qualcuno di specializzato potrebbe effettivamente aiutarti a risolvere, o quantomeno a capire, quali sono le tue problematiche.
Ah sì, se mi dai nome ed indirizzo di quella "dottoressa"che si è messa a ridere delle tue problematiche la trituro in tanti piccoli ravioli : Lol :

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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda AnimaSalva » lunedì 7 settembre 2020, 22:34

Emma0 ha scritto:
Tutto questo è collegato al desiderio di avere un corpo il più femminile possibile, perché nella mia testa bacata il mio ideale femminile è una ragazza senza nemmeno un filo di grasso. O meglio, l'ideale a cui io voglio tendere, perché a dire il vero sono in grado di riconoscere la bellezza anche di ragazze più in carne. Il pensiero che il corpo femminile accumuli grasso non tanto sulla pancia quanto più sui fianchi è una cosa che mi provoca una vera e propria invidia: per quanto io ci possa provare, da uomo biologico non sarò mai in grado di avere una pancia completamente piatta come quella di una ragazza di un peso comparabile al mio.



Emma


In realtà, se può consolarti, io la pancia completamente piatta non l'avevo nemmeno a 17 anni quando ero quasi sottopeso. : Chessygrin :
A parte le battute, le ragazze magre, con la pancia piatta, sono belle solo se lo sono di natura... non nel senso che se ne fregano del loro corpo, eh ma intendo dire che sono magre senza sottoporsi a diete da 500 calorie al giorno con ore di cardio.
Non mangiare o, peggio, mangiare e poi procurarsi il vomito non ti farà avere un bel corpo, né maschile né femminile.
Mangia sano ed equilibrato, fai attività fisica, cura il tuo fisico, ma non col digiuno o altro.
Cerca un esperto in disturbi alimentari, non minimizzare e non sottovalutare questi segnali.
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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Emma0 » martedì 8 settembre 2020, 17:11

Grazie innanzitutto a tutte voi che avete risposto!

Devo dire però che le vostre risposte mi stanno facendo molto riflettere sul fatto che possa avere una forma di disforia. Le cose si mescolano un po' tutte nella mia testa ora e anche a causa del tanto lavoro che ho da fare non riesco a pensarci per bene come vorrei.
La prossima settimana rivedo lo psicologo e proverò a fare presente anche questo aspetto alla luce di quello che avete detto qui (che, ripeto, mi è veramente utile)!

Emma
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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Emma0 » martedì 8 settembre 2020, 17:14

Melissa_chan ha scritto:Ah sì, se mi dai nome ed indirizzo di quella "dottoressa"che si è messa a ridere delle tue problematiche la trituro in tanti piccoli ravioli : Lol :

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Dove firmo per avere qualche lezione? : Chessygrin :
E non ti ho ancora detto di quella che mi ha cacciato e di quell'altra che mi ha riempito di antipsicotici per curarmi! Posso assumerti come bodyguard?

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Re: Identità di genere e disturbi alimentari

Messaggioda Melissa_chan » mercoledì 9 settembre 2020, 0:15

Emma0 ha scritto:Dove firmo per avere qualche lezione? : Chessygrin :
E non ti ho ancora detto di quella che mi ha cacciato e di quell'altra che mi ha riempito di antipsicotici per curarmi! Posso assumerti come bodyguard?

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Mi piacerebbe ma sono un pochino fuori mano, magari quando faccio un salto a Milano per i saldi autunnali : Thumbup :

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