Crossdressing = omosessualità?

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alex
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Re: Crossdressing = omosessualità?

Messaggio da alex »

…dalla donna, dal suo corpo, dalle sue espressioni, il suo viso e il suo sguardo, i fianchi che ondeggiano le gambe come alte colonne su vertiginosi tacchi seni e fianchi e glutei flessuosi…

Descritte con queste parole non con le mie paturnie




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duelunesole
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Re: Crossdressing = omosessualità?

Messaggio da duelunesole »

AnnaSettantatre ha scritto: domenica 26 novembre 2023, 8:48 Ricorre quest'anno il ventennale della mia prima iscrizione a un sito frequentato da uomini che si vestono da donna. Era infatti il 2003 quando per la prima volta mi scelsi un nickname e feci il login sulla prima community italiana per crossdresser, travestiti e affini, e il settantatre che mi porto dietro da allora lo scelsi per dare l'impressione di avere trent'anni, nel 2003 appunto.

In questo periodo potete facilmente immaginare che un'idea sul perché certi uomini si vestono da donna me la sono fatta, e quindi vorrei presentarvi le categorie che ho individuato, magari in ordine di numerosità a partire dalle più affollate.
Ovviamente poiché siamo nel campo delle opinioni io altro non posso fare che presentarvi la mia, che potrete condividere o meno: sta a voi.

Sul primo gradino del podio troviamo omosessuali/bisessuali repressi. Persone che quando sono al maschile hanno difficoltà ad abbracciare e baciare un uomo sulle guance, ma che messi al femminile e magari davanti a un uomo vestito e truccato da donna (e pure carino, a volte) perdono ogni inibizione e danno vita a intrecci da film hard che levati. Alcuni con sommo sprezzo del ridicolo pur di non dirsi gay giungono a dichiararsi lesbiche e a me questa cosa ha sempre fatto ridere, ma sarò io che sono tarata e non capisco, è evidente.

A contendere la prima posizione alla categoria precedente c'è la nutrita schiera dei feticisti: si tratta di persone che provano attrazione per particolari oggetti o capi di vestiario afferenti al mondo femminile e finiscono con l'indossarli, alcuni anche con risultati notevoli in termini estetici perché tendono a rappresentare un tipo di femminilità si stereotipata, ma della quale purtroppo si sono ormai perse le tracce. Reggicalze, bustini e guepiere a gogo, per intenderci.

C'è poi chi arriva dal mondo S/M o del bondage, e ha capito che interpretando un ruolo femminile la figura di sub riesce anche meglio, e non sto parlando di immersioni subacquee: se termini come sissy o sissyfication vi dicono qualcosa allora avete capito, se no c'è sempre google.

Altra categoria interessante è quella di chi, avendo problemi di relazione con le donne o addirittura covando una certa qual dose di misoginia, ha deciso che non vale la pena cercare la donna dei propri sogni (cosa che del resto riesce a pochi) ma è assai meglio fabbricarsela col fai da te. In altre parole costoro decidono di diventare la donna ideale, quella che si veste come piace a loro e si comporta come piace a loro, della quale non di rado finiscono poi con l'innamorarsi. Anche in questo caso i risultati estetici spesso sono parecchio apprezzabili, con punte assolutamente sublimi. Anni fa circolava una teoria cosiddetta dell'autoginefilia, magari non proprio fondata su basi scientifiche inoppugnabili, che venne fortemente avversata dalla comunità trans e anche per questo finì nel dimenticatoio. Magari era davvero una stupidaggine, ma se siete curiosi basta cercare il termine in rete per saperne di più.

In fondo alla lista per quanto riguarda la numerosità c'è la categoria delle persone disforiche, che rappresentano una sparuta minoranza la quale però detiene il primato per essere in possesso dell'unica giustificazione (per vestirsi da donna) che sia stata un po' sdoganata e abbia ricevuto il minimo sindacale di accettazione da parte della società. Ovviamente minimo sindacale significa che non è più così vergognoso dichiararsi tali, o almeno ci si può far fronte.

il problema grosso è che queste categorie NON sono oggetto di scelta, cioè non sta a noi decidere se ricadiamo nell'una o nell'altra, o eventualmente in nessuna. Altrettanto problematico però è prendere atto che a fronte di certi comportamenti (vestirsi da donna) una motivazione deve pure esserci, e quindi è molto diffusa la pratica di raccontarsela in modo da ricadere nella categoria prescelta, e il record assoluto di preferenze in questo caso va proprio al gruppo meno numeroso, quello delle persone disforiche, proprio in virtù della maggiore accettazione sociale di questa condizione.

Ho visto tante persone negli anni dichiararsi disforiche quando era palese che non lo erano, ed una in particolare l'ho conosciuta bene, e quando ha provato a intraprendere il percorso di transizione è stata fortunosamente bocciata ai colloqui psicologici. Dico fortunosamente perché so anche di persone che ai colloqui sono arrivate con le risposte già pronte, come quando non hai studiato ma vuoi passare l'esame. Nel caso della mia amica la bocciatura non servì a molto perché quello era il percorso per fare la transizione a spese del servizio sanitario nazionale, ma visto che nel privato si fanno meno scrupoli e lei i soldi li aveva fece tutto a sue spese. Non chiedetemi come sia poi finita: come spesso accade (e mi piacerebbe aprire una discussione in merito) fatta la transizione la persona sparì completamente dai radar e ad oggi non so se sia viva o morta. Ora, io posso capire il tagliare i ponti col passato, ma almeno un ciao come va non dico sempre, ma una volta me lo sarei aspettato, e invece no.

Quindi, per concludere: non c'è ASSOLUTAMENTE nulla di male nell'appartenere a una delle categorie che ho elencato o magari ad una ancora più bizzarra di cui siete l'unico esemplare, la cosa importante è che siate sinceri con voi stessi e non cerchiate di raccontarvela in modo da giungere a conclusioni non vere ma per voi più accettabili. Abbiate il coraggio di guardarvi dentro e di essere onesti con voi stessi, tanto poi non dovete andare in giro col cartellino della vostra categoria in mostra, ma per carità evitate di mentire a voi stessi perché non ve ne verrebbe che del male.

Se poi qualcuno volesse sapere, tu che parli tanto a che conclusioni sei arrivata, beh... diciamo che io non sono disforica.
Il vero problema è che queste categorie, o meglio, le categorie in generale, non esistono. Ci sono persone che abbracciano una o una parte di una o più di queste definizioni ed altre che le abbracciano un po’ tutte, o anche tutte, dal che: che importa cosa piace o non piace, se è una tua scelta o sei sei nato/a così? Ha senso ghettizzarsi autoinquadrandosi in una categoria? Ricordiamoci che tanto tempo fa la gonna la portavano anche gli uomini e pure le calze …ma era tutto socialmente accettato, così come in altri luoghi gli uomini si truccano e la cosa è normale. Il vero punto è che nella nostra società l’uomo ha sentito il bisogno di creare una società a quadretti perché non sapeva disegnare sul foglio bianco ….

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Re: Crossdressing = omosessualità?

Messaggio da alex »

Ciao ragazze
Ho fatto un primo timido passo di comingout con mia moglie
Devo dire che l’argomento dell’orientamento sessuale è venuto fuori ma l’ho subito fermata forse per convincere più me che lei (?)

Credo che una chiacchierata da UNO BRAVO sia doverosa

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Re: Crossdressing = omosessualità?

Messaggio da Eleonora »

alex ha scritto: martedì 12 dicembre 2023, 7:40 Ciao ragazze
Ho fatto un primo timido passo di comingout con mia moglie
Devo dire che l’argomento dell’orientamento sessuale è venuto fuori ma l’ho subito fermata forse per convincere più me che lei (?)

Credo che una chiacchierata da UNO BRAVO sia doverosa

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non vogli scoraggiarti ma UNOBRAVO nel nostro ""campo"" é molto difficile da trovare e credo sia più utile il forum con tutte le molteplici esperienze raccontate da molte di noi; é sicuramente un lavoro di ricerca e selezione fra i molti topic postati ma penso sia meglio che buttare soldi andando da uno che non ha esperienza/conoscenza del nostro mondo.
almeno io sto facendo così con mia moglie e vedo che sta funzionando
Auguri Eleonora

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Re: Crossdressing = omosessualità?

Messaggio da Pamela45 »

Molto sagace il discorso di Anna, una analisi molto differenziata.
Complimenti!
Il mio percorso "esoterico", di cui qua e la lascio traccia, implica anche altre opzioni. Certamente per alcuni sembreranno "fuori di testa" pazienza... Ricordo che più della metà della popolazione mondiale ha incluso il concetto di reincarnazione.
brrr ... La sottoscritta ha memoria di almeno 5 vite precedenti, certo ricordo solo sprazzi... ma ho anche avuto incredibili verifiche.
Nella ricerca di comprendere come mai in me viva anche Pamela sono giunta ad una spiegazione "strana"... la butto lì senza pretese.
Sembra che io abbia avuto la tendenza a fare vite da maschio, mentre in genere c'è una certa alternanza. La mia guida spirituale mi diede questa spiegazione:
"Pamela osserva la tua situazione vedi che sei nata in una famiglia in cui sei stato l'ultimo nato e unico maschio con una presenza totale di 7 donne, il papà è morto prima che tu nascessi, quindi SOLO aspetti femminili ti hanno circondato! Ti hanno dato un inprinting. Inoltre guarda il tuo corpo: piccolino, scarpe n° 37, gambe dritte naturalmente senza peli, nella la tua trasformazione da femmina sei molto meglio che nel tuo essere maschio.... ecc. Insomma è evidente che c'è stato una spinta verso la fmminilità. Questo ha prodotto in te un utilissimo cambiamento: sei diventato molto flessibile e comprensivo, sei tollerante, sospendi il giudizio... Ben venga quindi...Pamela" : II-120.gif : : II-082.jpg :

In conclusione mi permetto di aggiungere anche questa "fantasiosa per voi" motivazione.
Conosci te stesso, rispettati! e, se ce la fai, ama l'universo.

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Re: Crossdressing = omosessualità?

Messaggio da marniexyz55 »

duelunesole ha scritto: sabato 9 dicembre 2023, 19:55
AnnaSettantatre ha scritto: domenica 26 novembre 2023, 8:48 Quindi, per concludere: non c'è ASSOLUTAMENTE nulla di male nell'appartenere a una delle categorie che ho elencato o magari ad una ancora più bizzarra di cui siete l'unico esemplare, la cosa importante è che siate sinceri con voi stessi e non cerchiate di raccontarvela in modo da giungere a conclusioni non vere ma per voi più accettabili. Abbiate il coraggio di guardarvi dentro e di essere onesti con voi stessi, tanto poi non dovete andare in giro col cartellino della vostra categoria in mostra, ma per carità evitate di mentire a voi stessi perché non ve ne verrebbe che del male.
Se poi qualcuno volesse sapere, tu che parli tanto a che conclusioni sei arrivata, beh... diciamo che io non sono disforica.
Il vero problema è che queste categorie, o meglio, le categorie in generale, non esistono. Ci sono persone che abbracciano una o una parte di una o più di queste definizioni ed altre che le abbracciano un po’ tutte, o anche tutte, dal che: che importa cosa piace o non piace, se è una tua scelta o sei sei nato/a così? Ha senso ghettizzarsi autoinquadrandosi in una categoria? Ricordiamoci che tanto tempo fa la gonna la portavano anche gli uomini e pure le calze …ma era tutto socialmente accettato, così come in altri luoghi gli uomini si truccano e la cosa è normale. Il vero punto è che nella nostra società l’uomo ha sentito il bisogno di creare una società a quadretti perché non sapeva disegnare sul foglio bianco ….
Ciao a tutte ..
forse le categorie esistono, o non esistono come scrive duelunesole io mi porto dietro questa pulsione da quando ero adolescente, molto prima dei 18 anni.. (un poco di storia l'ho scritta nella mia presentazione) e forse ho saltato qua e la tra le categorie nel corso della mia vita. Ma io sono così e non posso cambiare.

un bacio

Marnie

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Re: Crossdressing = omosessualità?

Messaggio da Dafne73 »

Pamela45 ha scritto: sabato 6 aprile 2024, 22:03 Molto sagace il discorso di Anna, una analisi molto differenziata.
Complimenti!
Il mio percorso "esoterico", di cui qua e la lascio traccia, implica anche altre opzioni. Certamente per alcuni sembreranno "fuori di testa" pazienza... Ricordo che più della metà della popolazione mondiale ha incluso il concetto di reincarnazione.
brrr ... La sottoscritta ha memoria di almeno 5 vite precedenti, certo ricordo solo sprazzi... ma ho anche avuto incredibili verifiche.
Nella ricerca di comprendere come mai in me viva anche Pamela sono giunta ad una spiegazione "strana"... la butto lì senza pretese.
Sembra che io abbia avuto la tendenza a fare vite da maschio, mentre in genere c'è una certa alternanza. La mia guida spirituale mi diede questa spiegazione:
"Pamela osserva la tua situazione vedi che sei nata in una famiglia in cui sei stato l'ultimo nato e unico maschio con una presenza totale di 7 donne, il papà è morto prima che tu nascessi, quindi SOLO aspetti femminili ti hanno circondato! Ti hanno dato un inprinting. Inoltre guarda il tuo corpo: piccolino, scarpe n° 37, gambe dritte naturalmente senza peli, nella la tua trasformazione da femmina sei molto meglio che nel tuo essere maschio.... ecc. Insomma è evidente che c'è stato una spinta verso la fmminilità. Questo ha prodotto in te un utilissimo cambiamento: sei diventato molto flessibile e comprensivo, sei tollerante, sospendi il giudizio... Ben venga quindi...Pamela" : II-120.gif : : II-082.jpg :

In conclusione mi permetto di aggiungere anche questa "fantasiosa per voi" motivazione.
Salve Pamela, anche io ho degli strani ricordi di vite passate di cui anche al femminile, potremmo aprire un'altra discussione? Anche qualcun'altra del forum mi raccontò di esperienze remote.
Oppure se ti và, puoi darmi qualche consiglio per poter approfondire queste esperienze magari raccontandomi le tue esperienze anche in privato?

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Re: Crossdressing = omosessualità?

Messaggio da Pamela45 »

Dafne 73 dice:
" Salve Pamela, anche io ho degli strani ricordi di vite passate di cui anche al femminile, potremmo aprire un'altra discussione? Anche qualcun'altra del forum mi raccontò di esperienze remote.
Oppure se ti và, puoi darmi qualche consiglio per poter approfondire queste esperienze magari raccontandomi le tue esperienze anche in privato?"



L'argomento è MOLTO diciamo "spinoso" da prendersi con le pinze.
Sono disponibile a trattarlo, basta trovare un angolino nel sito e aprire l'argomento "ricordi delle presunte vite precedenti", decidi tu.
......
Amo "la Fisica" ... le affermazioni su presunte vite precedenti dovrebbero essere supportate da VERIFICHE, purtroppo ciò è molto difficile, anche se RARAMENTE ci sono state eccellenti verifiche in merito.
Ci sono poi intere linee filosofiche in cui si parte proprio dal concetto di reincarnazione. La "teosofia", con le linee derivate come i "Rosacroce"., per non parlare poi di alcune GRANDI religioni induiste, Buddiste, animiste.... che danno per scontato la reicarnazione. Nella linea Tibetana il termine onorifico "rimpocen" significa "REINCARNATO". Esso viene dato dopo un esame da parte dei maestri e il superamento di alcune prove in cui il presunto reincarnato deve scegliere oggetti appartenuti alla sua vita precedente.
Conosci te stesso, rispettati! e, se ce la fai, ama l'universo.

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